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Le palme intecciate per Papa Francesco

Le palme intecciate per Papa Francesco

Tra devozione artigianato, storia e leggenda, a Bordighera si rinnova la tradizionale preparazione delle palme da portare in processione in piazza San Pietro per la Domenica delle Palme


Un angolo di artigianato ligure, domenica 24 marzo, sarà protagonista in piazza San Pietro, quando si terrà la processione della Domenica delle Palme e le foglie di palma lavorate artisticamente a Bordighera faranno da controno all’appuntamento religioso. Come avviene dal 1586, anche quest’anno la città del ponente e i suoi artigiani “parmureli” avranno il privilegio di portare le foglie di palma lavorate artisticamente davanti al Papa. Quest’anno, naturalmente, la circostanza avrà un sapore particolare, visto che Domenica 24 sarà anche la prima domenica con Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio.

Una soddisfazione in più per gli artigiani bordigotti, che non hanno mai dimenticato di tramandare l’antica tecnica di lavorazione, che consiste nel legare tra loro le foglie più grandi e robuste delle palme, in modo da impedire  il passaggio della luce per renderle molto chiare, bloccando così la fotosintesi clorofilliana, prevede che queste siano slegate solo trascorso un lungo periodo di tempo e, dopo avere reciso i rami più interni, divenuti di colore bianco-avorio, le rimanenti vengano intrecciate tra loro. Storia e natura, tradizione e artigianato. Ingredienti che rendono unica la tradizione dei palmureli di Bordighera, da sempre definita “città delle palme” per la notevole e caratteristica presenza di queste piante. L’abbondanza e lo splendore delle masse verdi le conferisce l’aspetto di città giardino: un campionario di flora esotica che coabita e prospera su di una superficie modesta, grazie al clima quasi sub-tropicale e alla posizione sporgente sul mare. Anche il pittore Claude Monet dipinse, in ben 20 delle 40 tele che eseguì a Bordighera, le palme, motivo unico odiato e amato nella sua produzione.

Bordighera gode del privilegio di fornire al Vaticano i rami di palma per la celebrazione della Domenica delle Palme. Il privilegio fu concesso nel 1586. Il 10 settembre di quell’anno in Piazza San Pietro doveva essere issato l’obelisco egiziano proveniente dal circo di Nerone. Data la difficoltà dell’impresa Papa Sisto V aveva imposto il silenzio assoluto, pena la morte. L’operazione rischiava però di fallire per l’eccessivo allungamento delle corde. Contravvenendo al divieto, un tal Capitano Bresca gridò “Aiga ai corde!”. Messo in pratica il consiglio, le corde recuperarono la giusta tensione e l’obelisco fu salvo. Condotto davanti al Papa Sisto V, questi, anziché emettere la sentenza di morte, concesse al Capitano Bresca e ai suoi eredi il privilegio perpetuo di fornire le palme a Roma per i riti pasquali. Così per secoli le palme furono offerte dai coltivatori di Bordighera.

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